Articoli marcati con tag ‘antonio di pietro’

Adesso non ci scappa più da ridere

Lunedì, 14 Dicembre 2009

Non è più sufficiente allenare il cervello con qualche pensiero intelligente, come suggerivamo solo qualche giorno fa a qualcuno. Non fa più sorridere Casini con la cazzata del Cnl e non fa affatto ridere Di Pietro quando ricorda che persino le botte, Silvio Berlusconi, se le tira addosso perché è “lui che istiga alla violenza”. L’Italia è piena di Massimo Tartaglia, che hanno imparato ad odiare un “poveretto” solo perché tanto ricco e tanto capace di usare quegli stessi italici mezzi che tutti gli italiani cercano di impiegare per diventare ricchi dalla prima tettata (questo è il succo: questo è quello che - sempre - emerge tra le tante cazzate che girano tutti i giorni al bar quando qualcuno fa l’antiberlusconiano di ferro. Si chiama invidia.).

Complimenti Casini. Complimenti Di Pietro. Complimenti a tutti. State contribuendo a far uscire il peggio di un tot di compaesani. E il peggio è che a colpire Berlusconi non sia stato uno dell’estrema sinistra, un ideologo della violenza tout court: ma un qualunque Tartaglia 42enne con qualche rotella fuori posto. A dirla lunga sul fatto che l’aria che respiriamo si è fatta davvero pesante e in tempi di pensiero debole e pensieri sempre più deboli passa solo una cosa: la necessità di trovare collettivamente un mostro da abbattere. In fondo, non è più nemmeno un problema di ideologia, ma di mercato delle idee. Idee primitive, violente, elementari, capaci di pescare nel pozzo di solitudine dei Tartaglia. I soliti Tartaglia, per qualcuno la solita massa informe e deforme, che quel qualcuno intende plasmare ad uso e consumo delle proprie rivoluzioni.

Allena il tuo cervello

Domenica, 6 Dicembre 2009

Non è niente male l’idea venuta a quelli che hanno creato la campagna per il brain training: ogni giorno concediti una pausa intelligente, dicono. Noi la giriamo ai 90 mila del no-b-day (che per gli organizzatori sono cresciuti per pullulazione istantanea fino a 1 milione, “forse” 1 milione e mezzo). E prendetevi ’sta pausa, su. Mica tutta la giornata. E mica tutte le giornate. Una pausa in una giornata qualunque. Solo per provare a pensare che l’allegra e improbabile brigata di franceschini-di pietro-bindi-spatuzza-patriziad’addario tuttoattaccato e tutti attaccati deve imparare ad accontentarsi. Con tanta tanta retorica ricordiamo loro (e speriamo in un pensiero riflesso che affiori alla coscienza e prenda forma come punto fermo) che sì, gli italiani hanno scelto proprio Silvio Berlusconi. Può non piacere, ma questo è un fatto. Inoppugnabile, come tutti i fatti. E se si parte da lì (dai fatti), si evitano i casini. Perché il vero casino nella vita - e questa non è retorica - viene sempre dal tentativo di ribaltare i dati del reale, finendo con lo smarrire la possibilità di un rapporto con quello che accade. Diventando violenti. Sempre. Non si tratta, qui, di un appello a dei generici valori: si tratta semplicemente di imparare a guardare le cose partendo da quello che diceva già Aristotele e che avrebbe ricordato qualche secolo dopo Tommaso d’Aquino: per non sbagliare, occorre farsi urtare dalla realtà. Solo così si conosce.

Poi, se Silvio Berlusconi non piace, se sbaglia, se fa cose cattive, c’è sempre un modo per scegliere un altro al suo posto. La democrazia offre strumenti sufficientemente adeguati. Basta allenare un pochino il cervello e passare dagli insulti e dalla reattività al tentativo di costruire un’alternativa. Ma anche qui, se non entra in gioco il cervello, non se ne fa niente.

Forse è per questo che, come ripete Capezzone, tanto antiberlusconismo igp non fa che dar forza a Silvio. Buoni pensieri a tutti quelli di destra, di centro e di sinistra.