Il manifestino di C. Langone

30 Dicembre 2009

Ho letto il Manifesto della destra divina di Camillo Langone e ci ho messo 37 minuti senza applicare alcuna tecnica di lettura veloce. Un amico me l’ha portato ieri sera, entusiasta per il titolo. Avevo letto giusto qualche giorno fa una recensione di Lindo Ferretti: entusiasta per la lettura. La mia curiosità e l’entusiasmo indotto da tanti entusiasmi si sono sbriciolati di fronte alle tre o quattro buone intuizioni - peraltro prese a prestito (Pasolini / A. Del Noce / Ecclesiaste / …) - prive di sviluppo conseguente e non solo riflesso. Un esercizio da fine liceo classico dove si butta fuori tutto quello che si pensa di aver imparato e quindi di possedere a sufficienza (o in abbondanza): con qualche trovata, qualche impressione, l’apologia un po’ sgangherata di questo e di quell’altro (la confessione piuttosto che la psiocanalisi; la caccia da preferire all’animalismo; la gonna piuttosto che il pantalone; la bicicletta piuttosto che l’aereo) e un ego accresciuto più dall’esercizio delle sue scoperte che dal contenuto della scoperta. Pallosissimo. Pesante. Pedante. Alla maniera, forse solo un po’ più radical chic, delle noiosissime palle del superapologeta Rino Cammilleri. Con qualche intuizione, una manciata di periodi con qualcosa di ragionevole infilato nel mezzo. Ma la cosa che predomina su tutte, sempre: il gusto degli adolescenti (anche quando si parla di cose importanti) di fare e dirsi originali. Che palle.

Buon Natale da radiotovini

25 Dicembre 2009

«Tale è la novità di questa notte: la Parola può essere guardata, poichè si è fatta carne. Il segno di Dio che viene dato ai pastori e a noi, non è un miracolo emozionante. Il segno di Dio è la sua umiltà».

Benedetto XVI

Adesso non ci scappa più da ridere

14 Dicembre 2009

Non è più sufficiente allenare il cervello con qualche pensiero intelligente, come suggerivamo solo qualche giorno fa a qualcuno. Non fa più sorridere Casini con la cazzata del Cnl e non fa affatto ridere Di Pietro quando ricorda che persino le botte, Silvio Berlusconi, se le tira addosso perché è “lui che istiga alla violenza”. L’Italia è piena di Massimo Tartaglia, che hanno imparato ad odiare un “poveretto” solo perché tanto ricco e tanto capace di usare quegli stessi italici mezzi che tutti gli italiani cercano di impiegare per diventare ricchi dalla prima tettata (questo è il succo: questo è quello che - sempre - emerge tra le tante cazzate che girano tutti i giorni al bar quando qualcuno fa l’antiberlusconiano di ferro. Si chiama invidia.).

Complimenti Casini. Complimenti Di Pietro. Complimenti a tutti. State contribuendo a far uscire il peggio di un tot di compaesani. E il peggio è che a colpire Berlusconi non sia stato uno dell’estrema sinistra, un ideologo della violenza tout court: ma un qualunque Tartaglia 42enne con qualche rotella fuori posto. A dirla lunga sul fatto che l’aria che respiriamo si è fatta davvero pesante e in tempi di pensiero debole e pensieri sempre più deboli passa solo una cosa: la necessità di trovare collettivamente un mostro da abbattere. In fondo, non è più nemmeno un problema di ideologia, ma di mercato delle idee. Idee primitive, violente, elementari, capaci di pescare nel pozzo di solitudine dei Tartaglia. I soliti Tartaglia, per qualcuno la solita massa informe e deforme, che quel qualcuno intende plasmare ad uso e consumo delle proprie rivoluzioni.

Libertà di Dio e libertà dell’uomo

8 Dicembre 2009

Pubblichiamo di seguito il comunicato stampa di Comunione e Liberazione Russia uscito in occasione dell’attentato al treno diretto a San Pietroburgo. A nostro avviso, un modo diverso e più vero per giudicare quello che è accaduto. Per questo invitiamo gli amici di radiotovini a leggerlo e a farlo conoscere.

Questa mattina, alla notizia dell’attentato al treno diretto a San Pietroburgo, un sentimento di ingiustizia e impotenza ha colpito l’animo, facendo chiedere il perché di tutto questo. Questa tragedia ci fa andare al cuore di cosa sia la vita dell’uomo e in che cosa essa consista.
Dio è così misteriosamente rispettoso della libertà dell’uomo che permette che questo ricerchi la felicità anche attraverso azioni che sono oggettivamente sbagliate e causa di male.
Di fronte a tutto questo dolore, noi oggi ci riconosciamo dipendenti; non possiamo né ridare la vita ai morti, né cambiare la tragica posizione umana di quelli che hanno realizzato tutto questo.
Eppure, come grida in noi il desiderio di giustizia, il desiderio che la vita si realizzi, che l’uomo possa seguire il Bene per cui è fatto! “Misterio eterno dell’esser nostro!”
Per noi, la vita è dialogo e rapporto con questo Mistero, che, nascendo, porta nel mondo una esperienza di certezza di bene che ci fa sperare anche di fronte alla tragedia più terribile.
Solo riconoscendo Dio che si incarna e che permane nella storia attraverso la sua Chiesa, i fratelli uomini si scoprono tali, bisognosi di Colui il quale, solo, risponde compiutamente al desiderio di bene di cui l’uomo consiste, sostenendosi e accompagnandosi nell’avventura del rapporto con Cristo, il Dio-uomo.

Comunione e Liberazione Russia
28 novembre 2009

Allena il tuo cervello

6 Dicembre 2009

Non è niente male l’idea venuta a quelli che hanno creato la campagna per il brain training: ogni giorno concediti una pausa intelligente, dicono. Noi la giriamo ai 90 mila del no-b-day (che per gli organizzatori sono cresciuti per pullulazione istantanea fino a 1 milione, “forse” 1 milione e mezzo). E prendetevi ’sta pausa, su. Mica tutta la giornata. E mica tutte le giornate. Una pausa in una giornata qualunque. Solo per provare a pensare che l’allegra e improbabile brigata di franceschini-di pietro-bindi-spatuzza-patriziad’addario tuttoattaccato e tutti attaccati deve imparare ad accontentarsi. Con tanta tanta retorica ricordiamo loro (e speriamo in un pensiero riflesso che affiori alla coscienza e prenda forma come punto fermo) che sì, gli italiani hanno scelto proprio Silvio Berlusconi. Può non piacere, ma questo è un fatto. Inoppugnabile, come tutti i fatti. E se si parte da lì (dai fatti), si evitano i casini. Perché il vero casino nella vita - e questa non è retorica - viene sempre dal tentativo di ribaltare i dati del reale, finendo con lo smarrire la possibilità di un rapporto con quello che accade. Diventando violenti. Sempre. Non si tratta, qui, di un appello a dei generici valori: si tratta semplicemente di imparare a guardare le cose partendo da quello che diceva già Aristotele e che avrebbe ricordato qualche secolo dopo Tommaso d’Aquino: per non sbagliare, occorre farsi urtare dalla realtà. Solo così si conosce.

Poi, se Silvio Berlusconi non piace, se sbaglia, se fa cose cattive, c’è sempre un modo per scegliere un altro al suo posto. La democrazia offre strumenti sufficientemente adeguati. Basta allenare un pochino il cervello e passare dagli insulti e dalla reattività al tentativo di costruire un’alternativa. Ma anche qui, se non entra in gioco il cervello, non se ne fa niente.

Forse è per questo che, come ripete Capezzone, tanto antiberlusconismo igp non fa che dar forza a Silvio. Buoni pensieri a tutti quelli di destra, di centro e di sinistra.

Sting. La meraviglia del Natale raccontata da uno che vorrebbe non crederci.

19 Novembre 2009

E’ uscito If on a winter’s night, disco natalizio di Sting.

Già dal titolo si capisce che vuole parlare dell’inverno, ma la tracklist è farcita di brani della tradizione natalizia anglosassone.

La novità musicale è che Sting ha iniziato a cantare su registri bassi, mostrando Leggi il resto di questo articolo »

L’eroe della settimana

19 Novembre 2009

Il ministro che fa venire la febbre all’Europa

“Lo Stato polacco è molto saggio, i polacchi sanno distinguere la verità dalle balle con molta precisione. Sono anche in grado di distinguere una situazione oggettiva da una truffa“. Così Eva Kopacz, ministro della sanità polacca. Per radiotovini Eva è l’eroe di questa settimana.

 

ilvecchioconlacravatta

Un caso, tutt’altro che casuale. L’esperienza sovrabbondante di Cometa

18 Novembre 2009

Chi fa visita a Cometa, a Como, si sente dire che tutto è nato senza calcolo: le prime accoglienze, il vivere in comune, l’edificazione di spazi per assistere giorno e notte ragazzi e ragazze in difficoltà, la fondazione di una scuola. Un popolo è sorto con imponenza e bellezza dall’esperienza cristiana.

Qui ti capita di incontrare, in un giorno qualsiasi, il cappellano dei militari italiani presenti in Afghanistan, venuto a conoscere questa realtà educativa e coinvolto immediatamente Leggi il resto di questo articolo »

Bondi non dargli più neanche 10 euri a quelli lì

13 Novembre 2009

Bondi, dopo la celebrazione della giornata dello spettacolo con Napolitano (lo scorso lunedì), pensando a quelle facce da partigiani d’accatto che abbiamo visto tutti nei servizi dei tiggì, oggi, finalmente, scrive sul giornale di Ferrara: “a che serve, pensavo, dare loro soldi Leggi il resto di questo articolo »

L’eroe della settimana

12 Novembre 2009

Giorgio Feraboli e la sua croce
Lui ne ha portata una alta sei metri che si illumina la notte proprio nel piazzale della sua azienda, in quel di Gavirate. Gli è costata 1.500 euro: dice che sono i soldi spesi meglio in tutta la sua vita. E pensare che ce ne sono tanti che non la vogliono nemmeno a gratis.

La notizia è qui.

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A proposito di crocifissi/3. Ignazio La Russa

8 Novembre 2009
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Manca solo una cosa nelle parole di Travaglio: la croce vince anche il dipietrismo

7 Novembre 2009

“Il Redentore non ha cercato di cancellare il dolore attraverso una teoria più brillante delle altre, ma ha compiuto un’opera di totale immedesimazione nella sofferenza, illuminandone il significato profondo: la collaborazione alla Sua redenzione del mondo. Per quanto parlare di espiazione delle colpe del mondo possa infastidire la nostra sensibilità post-moderna, non possiamo negare questa Leggi il resto di questo articolo »

Marco Travaglio e il crocifisso

6 Novembre 2009

Quando meno te lo aspetti, il Travaglio (che qua nessuno sopporta) riesce ad andare dritto al punto della questione.

Non aggiungo altro, vale la pena leggere tutto l’articolo. E commentarlo, se ne avete voglia.

 

 

Ma io difendo quella croce 

 

Dipendesse da me, il crocifisso resterebbe appeso nelle scuole. E non per le penose ragioni accampate da politici e tromboni di destra, centro, sinistra e persino dal Vaticano. Anzi, se fosse per quelle, lo leverei anch’io.

Fa ridere Feltri quando, con ignoranza sesquipedale, accusa i giudici di Strasburgo di “combattere il crocifisso anziché occuparsi di lotta alla droga Leggi il resto di questo articolo »